
Tale terapia consiste nel far respirare al paziente ossigeno al 100% in condizioni di pressioni atmosferica aumentate, sicché la concentrazione di ossigeno puro disciolto nel sangue aumenti notevolmente senza dispendio energetico da parte dell’organismo. In aggiunta al sangue, tutti i fluidi corporei verrebbero infusi di ossigeno, grazie alla pressione aumentata, come il plasma e il fluido cerebrospinale che circonda il cervello che quindi possono raggiungere aree in cui i globuli rossi, deputati al trasporto dell’ossigeno, non possono penetrare.
Nei danni del tipo sofferti da Carla ci sono aree danneggiate irreversibilmente ma sorprendentemente tali aree sono circondate da neuroni dormienti che ricevono sufficiente ossigeno per esistere ma non abbastanza per accendersi elettricamente. Queste aree note come Penumbra Ischemica possono essere visualizzate mediante PET Scan in seguito alla somministrazione di Ossigeno Iperbarico. La prognosi finale dipende non solo dalla localizzazione e dalla estensione dei danni irreversibili, ma anche dal volume e dalla localizzazione di zone contenenti tali neuroni dormienti (Penumbra ischemica). L’ossigeno iperbarico avrebbe un effetto favorevole nel riattivare questi neuroni dormienti aumentando così la capacità del cervello di organizzare sia i neuroni dormienti che quelli attivi aumentandone così la plasticità.
In aggiunta a tale ossigenoterapia sarebbe di notevole importanza poter sottoporre allo stesso tempo, Carla ad un programma di fisioterapia chiamata Therasuit per far sì che ad una accensione di neuroni corrisponda una efficace stimolazione degli stessi.
